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L'Estetica Witchcore E Il Femminismo

  • Immagine del redattore: Chiara Bressan
    Chiara Bressan
  • 25 ott 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 9 nov 2025

Se anche voi eravate fan di Phoebe, Piper e Prue nella serie TV Streghe di fine anni '90 e non avete potuto fare a meno di canticchiare How Soon Is Now degli Smiths non appena avete letto il titolo - spoiler, la colonna sonora è in realtà una cover dei Love Spit Love - è il caso di fermarci a fare due chiacchiere.


Florence Welch ha annunciato un nuovo album in uscita il 31 ottobre. E la data non è un caso. Il singolo di anteprima Everybody Scream, uscito il 20 agosto con annesso videoclip, ha già scatenato i fan e messo in visibilio il witchy TikTok, con tanto di video inneggianti a incantesimi e stregoneria, ripostati dalla stessa Florence sul suo account.


Il video del singolo Everybody Scream di Florence and The Machine

L’intera immagine di Florence and The Machine si è consolidata negli anni su un tipo di estetica decisamente riconoscibile. Abiti svolazzanti, lunga chioma rossa sciolta al vento e voce drammatica, il tutto abbinato a testi incentrati su rinascita e femminilità, intrisi di simbolismo e trasformazione. Insomma un coerente connubio fiabesco tra ninfa dei boschi e bohemienne anni '70. Dea, sirena e strega, gli archetipi femminili del misticismo. Ma quanto è questione di stile?


La figura della strega, insieme ad altre creature magiche e mitologiche dell’immaginario collettivo, rappresenta un ideale di femminilità sovversiva, che, in quanto ribelle a norme dettate dalla società e dall’opinione pubblica, assume la natura ambivalente di bella e crudele, creatura a un tempo ammaliante e spaventosa, talvolta al confine con il reietto, perfino il mostruoso. Le sirene, non a caso, sono tradizionalmente raffigurate con metà corpo di donna e metà corpo di pesce o uccello. Le streghe, nei cartoni animati e nelle fiabe per bambini, sono d’abitudine schierate tra i ranghi dei cattivi, e incarnano anche fisicamente il prototipo del male, ovvero sono di aspetto sgradevole, secondo la rappresentazione narrativa stereotipata buono=bello e cattivo=brutto. Di origine antichissima, da Lilith alle dee, passando per ninfe e maghe celebri come Medea e Circe, fino alla caccia alle streghe del '500, la figura della strega ha subito parecchie evoluzioni, fino a riabilitarsi ai giorni nostri come emblema di femminilità forte, benefica e impavida, senza rinunciare alla provocatoria sensualità per la quale veniva tanto condannata e ostracizzata in passato.


La cultura pop contemporanea è ricca di esempi di donne che recuperano questo modello, o quantomeno ne sfruttano intenzionalmente alcuni aspetti. Stevie Nicks si guadagnò ai tempi d’oro dei Fleetwood Mac il soprannome di strega bianca, e da allora la sua estetica è sempre stata associata a un che di stregonesco, sia per la sua mise da palcoscenico boho in pieno stile anni '70, sia per i riferimenti mistici che la band portava nelle sue canzoni - da Rhiannon, omonima della creatura mitologica celtica, a Black Magic Woman, diventata celebre con la cover di Santana, a Sisters of the Moon, passando per Silver Springs, il cui video dell’esibizione ufficiale dal vivo ancora suscita pettegolezzi per tutti i rumours interni alla band-, mentre i contemporanei Eagles cantavano Witchy Woman.


Black Magic Woman nella versione di Santana

Altre artiste moderne inseriscono nei loro testi riferimenti alle streghe e al contatto con gli elementi naturali. Taylor Swift canta "They're burning all the witches even if you aren't one", e alcuni suoi brani come Ivy e Willow sono considerati avere un’aura magica per narrativa ed estetica. Per non parlare di Lana del Rey, autrice di Season Of The Witch, colonna sonora del film Scary Stories to Tell in The Dark. Tornando al di qua dell’oceano, Enya si è distinta in maniera peculiare per il suo stile musicale celtico da Signore degli Anelli, evocativo di mondi eterei popolati da elfi. La norvegese Aurora celebra lo stretto legame con la natura in The Seed e il risveglio di una femminilità selvaggia nel brano Running With The Wolves, eco al titolo del libro di Clarissa Pinkola Estés Donne Che Corrono Coi Lupi, inno di stampo junghiano al recupero del femmineo autentico e primordiale. Ma misticismo e femminilità si intrecciano anche in altri testi, quali Calibano E La Strega di Silvia Federici, acuta riflessione sul femminismo dal Medioevo al XVII secolo, e Guida Il Tuo Carro Sulle Ossa Dei Morti della polacca Olga Tokarczuk, alla cui protagonista piace risolvere delitti consultando le stelle e l’astrologia.


Donne e magia, dunque, sembrano essere legate da ben più che semplice scelta estetica, e il nodo tra le due attraversa tutti i campi della produzione culturale. L’identificazione nella strega diventa un grido di rivendicazione della propria identità, alla potenza mistica, insieme distruttiva e creatrice, di un ruolo femminile temuto e sconosciuto e per questo relegato fin dai tempi antichi. Fa appello alla riscoperta di un femmineo sacro, fiero, superbo e guaritore, e si fa richiamo a una comunità di donne dotate di poteri che non sanno di avere, il cui potenziale è stato per secoli soffocato e rinnegato in funzione di un tessuto sociale che aveva tutto l’interesse a farlo.


È d'obbligo una witchy playlist come ciliegina sulla torta e, come al solito, I've got you covered. Cliccate qui.🔮

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