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Sentimental Value: Il peso di non essere visti

  • 22 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Le famiglie disfunzionali infestano la storia del cinema da sempre. Come ben sappiamo, se tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. E quel modo vale sempre la pena di essere raccontato.

Mentre guardavo scorrere i titoli di coda di Sentimental Value, sapevo che era successo qualcosa. Sapevo che sarebbe stato un film da assorbire, e da elaborare lentamente.


Dopo The Worst Person in the World, Joachim Trier è tornato a spezzarci il cuore, e ci è riuscito. Con un cast che ha già dimostrato di fare magie insieme, Sentimental Value sembra il naturale successore del film precedente. Se The Worst Person in the World ritrae la crisi del quarto di vita, in cui ci si mette in discussione e si dubitano le proprie scelte, Sentimental Value sembra addentrarsi nella grande domanda che tutti temiamo di porci — perché sono così?


Con un intreccio di dramma familiare e trauma generazionale condito con una buona dose di amore non corrisposto, Sentimental Value ha uno sguardo introspettivo più maturo e doloroso. Lo sguardo di chi si guarda allo specchio e fa i conti con le proprie ferite passate.


The female cast of Sentimental Value
Il cast femminile di Sentimental Value: Elle Fanning, Renate Hansen Reinsveen e Inga Ibsdotter Lilleaas

Nora ha trent'anni ed è ancora persa, alle prese con salute mentale e relazioni instabili, con un bagaglio emotivo più grande della casa d'infanzia, crepata e sbilenca come sembra essere la sua vita. Il rapporto tormentato con il padre, fatto di parole non dette e affetto mal dato, assomiglia a una pila di panni sporchi che nessuno osa lavare. La perdita della madre fa riemergere questioni irrisolte, mentre il rapporto con la sorella Agnes è l'unico spazio sicuro di amore incondizionato.


Trier è straordinariamente bravo a mostrare senza raccontare, spesso trasmettendo la vita interiore dei personaggi attraverso la forza di un'inquadratura. La crepa nella casa diventa così una metafora della storia familiare, Agnes che scava nella storia di tortura della nonna trova alcune delle risposte di cui aveva bisogno, e una Nora che scoppia in lacrime recitando cela una Nora vera che affronta il suo dolore represso.


Il linguaggio di Trier è sottile e profondamente simbolico. Una sequenza di montaggio che fonde il volto di ogni membro della famiglia è emblema del legame di sangue profondo e indissolubile che unisce i Borg, il DNA emozionale impossibile da eliminare. Attraverso una tecnica meta-cinematografica in cui vediamo storie dentro altre storie, Nora incarna il trauma familiare assumendo il ruolo della nonna, in una matrioska di simbolismi che attraversa il teatro, la casa e citazioni al lavoro precedente di Trier.


The director of Sentimental Value Joachim Trier
Il regista di Sentimental Value Joachim Trier

I fan ricorderanno sicuramente la celebre scena della sigaretta in The Worst Person in the World, e come fumare avvicini qui Nora e suo padre. Una sigaretta condivisa nel loro universo caotico significa un breve momento di tregua silenziosa, una prova di difetti e identità condivisi.


Sentimental Value tocca il rapporto padre-figlia, quello tra sorelle, l'incapacità comunicativa e il bisogno di essere visti. Nora è disperatamente desiderosa di essere vista dal padre, che a sua volta non è in grado di mostrare l'affetto che dice di sentire. Cresciuta credendo di non meritare amore e affamata dell'attenzione del padre, Nora cerca un senso in una vita piena di vuoti. Alla fine, attraverso un gesto silenzioso che urla ti vedo e l'ho sempre fatto, le ferite cominciano forse a rimarginarsi. In fondo è come assistere a una seduta di terapia, attraversare il dolore per iniziare a guarire, a lasciar andare, e lentamente risorgere dalle ceneri. Siamo tutti un po' analfabeti emotivi a modo nostro, con un passato ferito. Trier ha dato voce a tutto questo. Sentimental Value non è solo un ritratto emotivo di dinamiche familiari disfunzionali. È un ritratto catartico delle relazioni umane, tanto universale quanto personale.

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